Domenica 9 – Mummie moderne

Capita a tutti di urtare qualcuno per sbaglio. A me è capitato con una tizia un po’ ingombrante in un posto molto stretto e affollato. Forse per sbaglio l’avevo sfiorata. Forse per sbaglio le avevo urtato un braccio. In un attimo le ho chiesto scusa, in un attimo lei mi ha guardato indispettita con quell’aria lì, un po’ antipatica. Poi mi ha guardato ancora, fissandomi con gli occhi socchiusi e l’aria di sfida. Io in un sorriso di scuse, un po’ in imbarazzo ho fatto per proseguire e andare oltre. Ma lei ha continuato a fissarmi, ancora. Per un secondo ho pensato che volesse darmi un cartone. Poi ha proseguito, trascinata dalla folla dei turisti, ma ha continuato a fissarmi a distanza, con una sottile minaccia. Eravamo in un museo e una rissa lì dentro sarebbe stata davvero divertente. Più che altro fuori luogo.

Per un attimo poi mi sono chiesta: ma davvero questa tizia avrebbe fatto scattare una rissa al museo? Cioè, io avrei perso in partenza. E poi, che cosa avrebbero pensato tutte quelle mummie? Sì, perchè quando sei in mezzo ai sarcofaghi, dovresti avere, come dire…una certa  riverenza. Sentirti come se stessi disturbando qualcuno, in realtà. Forse solo per quello, la tizia avrebbe dovuto trattenersi.

Ci sono luoghi che ispirano. Lo puoi già avvertire quando sei sulla scala mobile o nel momento esatto in cui ti strappano il biglietto di ingresso. Ci sono luoghi sepolti sotto nuvole di polvere che tuttavia, ti raccontano storie. Sono storie a strati: partono da molto lontano, ma non sai bene perchè, in un qualche modo arrivano dritte al presente. Ti sembra che un tempo ci sia stato qualcuno che aveva già inventato tutto e capito tutto prima di noi. Poi fanno altri giri strani, si incrociano con la storia recente che poi non è tanto diversa da quella passata, ti aprono parentesi senza poi richiuderle e alla fine ti chiedi: ma allora cosa dovremmo ancora inventarci?

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Ci sono diversi motivi per cui uno dovrebbe andare al Museo Egizio di Torino. Forse anche solo per poter immaginare da lontano l’emozione di un archeologo che, più di cento anni fa, deve aver provato non appena ha portato alla luce tutti quei reperti. Forse anche solo per poter subire quel fascino lì, che non sai neanche descrivere, qualcosa di talmente antico che in realtà è troppo moderno. A un certo punto, ti sembra che il confine tra i due sia davvero molto sottile. O forse anche solo per provare quella riverenza lì, nei confronti di chi era stato sepolto con una cura maniacale, perchè dopo la vita, la morte era un viaggio. O per sentirci anche noi in ossequioso rispetto davanti a Sekhmet: la dea dalla testa di leone, capace di portare distruzione, ma anche guarigione.IMG_3134.jpg

Ci vorrebbero mille parole per parlare del Museo Egizio di Torino, della sua storia, della sua ristrutturazione più recente. Non riusciremmo a usarle tutte. Ma potete approfittare di questa giornata stonata per andarci, se non siete ancora passati da quelle parti.IMG_3130.jpg

Questa domenica fatevi ispirare dal passato, ma guardate anche al futuro che senza il passato non può essere nulla. Ci sono posti che sono lì proprio per ricordarci chi siamo e dove stiamo andando. Se abbiamo dubbi, possiamo fare come la tipa che ho urtato senza volere: restare lì, rancorosi ignorando che siamo in presenza di opere d’arte.  Se invece non ne abbiamo, be’ probabilmente siamo già sulla strada giusta.

Luoghi da visitare: Museo Egizio Torino, in via Accademia delle Scienze, 6.

Persone che ispirano: Christian Greco, direttore del Museo è un esempio di cervello espatriato e poi di ritorno. Dopo diversi anni all’estero, è tornato in Italia. È una bella storia e vorremmo che ce ne fossero tante altre così.

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