Domenica 13 – Monete da 20 euro

Bastano due foglie di basilico e già il sapore cambia. Chissà perchè. E con un po’ di origano cambia tutto. Che dire poi, di quando si aggiunge l’olio piccante. Ci sono gli amanti anche di quello. Anche se a me quell’ampolla un po’ rancida non ha mai ispirato gran che. Bassa e croccante, oppure morbida e sofficiosa. Mozzarella di bufala e pomodoro pachino per chi ama i sapori semplici. Salsiccia e friarielli, per chi vuole sentirsi a Napoli. Tonno e cipolla, classicone di tutti i menu, sconsigliata se si prevedono baci a fine serata. Margherita per gli amanti del classico. Oppure, c’è anche chi la pizza se la inventa al momento, eliminando ingredienti e aggiungendone altri, modificando chissà quale combinazione da un menu già affollato. E mandando in confusione totale il poveretto che prende l’ordinazione.

Comunque vada, protagonista indiscussa di tutte le domeniche sere (o quasi tutte), è sempre lei: la pizza.

A volte anche degli altri giorni della settimana, perchè c’è sempre una buona ragione per mangiare una pizza.

Democratica, perchè costa poco e mette d’accordo tutti. Ti toglie dall’imbarazzo del primo appuntamento, perchè è poco impegnativa, perchè la pizzeria è sempre piena di gente e le voci degli altri possono riempire i silenzi. All inclusive e multi etnica: perchè la pizza è italiana, ma in realtà un po’ di tutti. Napoli ed Egitto, gourmet e forno a legna, ormai spazia ovunque. Ti offre un campionario di umanità senza precedenti: tavolate di amici  che commentano le partite con boccali di birra, famiglie con bambini e bambini che si rincorrono tra i tavoli, coppie al primo appuntamento e coppie che si capisce benissimo che sono lì per l’ennesima volta. E forse sarà anche l’ultima.

Come farne a meno? E poi c’è la signora della pizzeria. Fateci caso: sta sempre al presidio della cassa, ma in realtà controlla tutto a cominciare da chi entra e chi esce. Poi assegna tavoli, ne fa sgomberare altri, a volte verifica perfino lo stato del forno la legna. L’unica certezza è che non si muove da lì, ma non si sa come, restando ferma in un punto ha in mano la situazione. Una volta le chiesi di farmi moneta di 20 euro e lei in modo risoluto rispose che no, non aveva 20 euro in monetine da darmi. Sarebbe bello essere come la signora della pizzeria.

Insomma, siete ancora in tempo per organizzare una bella pizzata per questa sera. Scegliete la vostra pizzeria con signora alla cassa. Oppure ordinatela take – away. Non fatevi prendere dall’ansia della prenotazione perchè potete anche prepararla a casa vostra, bastano lievito, farina e pazienza per la lievitazione.

Vi assicuriamo che il mal di pancia da domenica sera passerà in fretta. In realtà non sappiamo se, a pancia piena, verrà sostituito dall’acidità di stomaco, ma tanto vale provarci.

Pizzerie da provare: vorremmo avere una pizzeria da consigliare per ogni città, ma non abbiamo ancora girato abbastanza il mondo per farlo. Intanto, l’ultima tendenza ci dice che a Milano vanno di moda le pizze gourmet.

Marghe o Lievità vanno per la maggiore, ma a noi piace tanto Il Tegamino, in via Eustachi 30.

Canzoni da ascoltare: The Temper Trap – Providence, una bella colonna sonora anche per il lunedì mattina.

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Sedetevi!

 

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