Domenica 28 – Interrogazione

Rieccoci. Siete seduti in treno, ed è di nuovo domenica. Davanti a voi, la tipa con capelli raccolti messaggia a più non posso su whatsapp. Scrive i messaggi tenendo il telefono ben saldo con due mani, segno che si sta impegnando. Tra un messaggio e l’altro, ogni tanto accenna a un piccolo sorriso impercettibile e a fasi alterne, guarda fuori dal finestrino. Poi guarda di nuovo lo schermo del telefono e risponde al messaggio. Sorride tra sè e sè, incurante che la gente intorno possa chiedersi perchè stia sorridendo. Non ci vuole molto a intuire che stia messaggiando con qualcuno che le piace, morireste dalla voglia di sapere qualcosa di più su questa storia romantica, magari state pure per chiederlo, se non altro per farle notare di togliersi quell’espressione imbambolata. Se non che poi il treno frena all’improvviso e la bottiglietta d’acqua appoggiata sul tavolino le cade addosso. Bottiglietta d’acqua di cui non avevate fermato bene il tappo, e quindi, evidente inondazione. Tra gli “scusa” e i “non c’è problema”, non potete che pensare di essere definitivamente ripiombati nella vostra routine settimanale. Perchè non sarebbe domenica se appunto, non ci fosse una nota decisamente stonata. Per tutti.

In questo languido settembre, siamo ormai giunti agli sgoccioli anche per tutti quelli che vanno a scuola. E i 10-15 giorni cuscinetto, tra il rientro dalle vacanze e il suono della prossima campanella,  sono quasi esauriti. Ultimi giorni per arrabattarsi a finire tutti i compiti o a copiarli dagli amici, fare finta di averli fatti saltando le pagine in mezzo, così da avere pronte soltanto le prime e le ultime. Affrettarsi a comprare un diario nuovo e una manciata di penne e matite. Poi, quando sentirete il primo suono della campanella, sarà il caso di pensare definitivamente “Game Over”. Tutti quelli che non vanno a scuola, se ne accorgeranno dall’aumento del traffico.

Unico scopo per i primi giorni di scuola è sempre stato quello di schivare la prima interrogazione dell’anno, cercare di farla arrivare il più tardi possibile, o forse mai. In ogni caso, mai arrivare impreparati. Sentirsi interrogati, a scuola come nella vita, non è mai piaciuto a nessuno. Dover dare per forza risposte o spiegazioni, sciorinare concetti, semplificare parole difficili o al contrario, rendere più difficili concetti semplici. Ma, dopotutto, interrogare qualcuno è sempre stato un bel passatempo per il genere umano, fin dall’antichità. In Grecia, c’era un oracolo famoso, a Delfi, dove ci si recava per interrogare e avere responsi. Era il dio Apollo che parlava per mezzo di una sacerdotessa, che si presumeva in grado di dare risposte su questioni difficili. Le guerre e le battaglie si vincevano e si perdevano così. I responsi non sempre erano chiari, spesso incerti, a volte criptici. Un guazzabuglio intricato di parole con doppi sensi che si potevano interpretare a caso, a seconda della sensibilità di ognuno. Oggi le cose sono ben diverse, ma ognuno di noi ha il proprio oracolo personale. Se non sono gli amici a darci consigli, ci pensa Facebook, che verso mezzanotte ci propone i ricordi. Maledetti ricordi, a volte spuntano foto di feste improbabili, gite di mille anni fa, tag in ristoranti che fareste meglio a dimenticare. Ma a volte, ci propone anche pensieri ad alta voce appartenenti a 6 o 7 anni fa. Difficile ricordare il perchè qualcuno li avesse detti o il perchè li avessimo scritti. Ma magari, per una coincidenza di date, si potrebbero applicare al nostro presente, per avere nuove risposte. Chissà che cosa ne penserebbe l’oracolo di Delfi.

Questa domenica, godetevi settembre, è uno dei mesi più belli dell’anno, se fa bel tempo. Un po’ come maggio, ma con colori più dorati. Vero, la stagione sta declinando, ma non è mai troppo tardi per godersela fino alla fine. In tutti gli altri casi, aspettate mezzanotte, il prossimo ricordo su Facebook vi suggerirà sicuramente qualcosa di interessante.

Canzoni da ascoltare: Vampire Weekend – Oxford Comma

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