Domenica 33 – Foglie in libertà

C’è qualcosa di molto poco poetico nell’avvicinarsi della stagione autunnale: le foglie per terra. Scivolose, confuse, disordinate, un mix di polvere e poltiglia in decomposizione. Quando piove diventano appiccicose come adesivi della peggior specie: si avvinghiano ai marciapiedi e non li mollano più. Nascondono cartacce e ricordini dei cani. Così che siamo obbligati a camminare con lo sguardo rivolto verso il basso. Attenzione a dove metti i piedi, potrebbero nascondersi insidie fastidiose travestite da ricci di castagne.

Ma, dietro a questa apparente scocciatura, da qualche anno a questa parte, va di moda il foliage. Nome esotico inventato per dare importanza a un fenomeno abbastanza banale, se pensiamo al fatto che ogni anno si ripete sempre uguale a sè stesso. Ci chiediamo: che cosa potrebbe esserci di tanto interessante nell’osservare le foglie che ingialliscono? E poi: quali dovremmo guardare: quelle ancora sugli alberi o quelle già per terra?

Sbagliato.

Il foliage  è sicuramente sempre uguale a sè stesso, ma sempre diverso. A seconda di dove ci troviamo, del colore del cielo, e forse anche di come ci sentiamo in quel momento. A voler proprio fare i pignoli, ci sarà sempre una foglia gialla, una rossa, una rossa e gialla e una puntini. Poi ce ne sarà una marrone tutta accartocciata, una ancora verde, una arancione, una verde e rossa. Potenzialmente, un numero infinito di colori e combinazioni, perchè a volerle contare le foglie, non si finisce più.

In Giappone sono maestri in questo e la più antica antologia di poesia giapponese si intitola “Man’yoshu” che significa “raccolta di diecimila foglie”. Niente di più adatto a una domenica d’autunno. Così, se avete voglia di cercare un nuovo libro da leggere, potreste decidere di abbandonare quel divano così comodo e andare nella più vicina libreria a comprarlo.

Sbagliato, per la seconda volta.

Non lo troverete, perchè pare che non esista una traduzione italiana di questo testo, al massimo in inglese.

Resterete quindi col dubbio di scoprire di cosa parleranno quelle poesie e perchè la scelta di questo titolo. Ma se ormai siete già usciti, se siete già per strada e intanto vi siete fatti prendere dal foliage, andateci lo stesso in libreria. Cercate un libro che non esiste, perchè ne troverete un altro che non stavate cercando e sicuramente, sarà una lettura molto interessante.

Canzoni da ascoltare: Damien Rice – Coconut skins

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