Domenica 34 – 7 giorni a Cefalonia

“7 Days in Kefallinia” era il titolo di uno di quei bugiardini turistici lasciati all’ingresso di un ristorante. Una trentina di pagine stampate su carta opaca  che raccontavano il diario di viaggio e alcuni suggerimenti, di una tipa che aveva trascorso 7 giorni a Cefalonia.

7 giorni forse necessari per girarla e visitare tutti i maggiori punti di interesse, anche se, come in molti altri casi, e in molti altri viaggi, potrebbero bastare tre giorni, oppure potrebbe servire un mese intero.

Cefalonia è la chiave che il vostro affittacamere vi lascerà sulla toppa al vostro arrivo. Fiducioso che arriverete prima o poi, nonostante le tre ore di ritardo del volo. E soprattutto, una strada che si arrampica da Sud a Nord e che non vi stancherete mai di percorrere. Anche perchè è l’unica. E non vi passerà la voglia di passarci neppure quando sarete stanchi o ci sarete già passati 3 o 4 volte. A ogni curva ci troverete un tramonto diverso o, nel peggiore dei casi, una capra errante. Su questa strada, ci sono frane qua e là, sensi unici alternati dove non si sa di chi sia la precedenza e nel dubbio tutti si fermano. Camion parcheggiati sul ciglio della strada e piazzette di sosta vista dirupo. Non fatevi prendere alla sprovvista, perchè all’improvviso, troverete un sentiero scosceso che scenderà ripido e sicuro verso una spiaggia. Costretti a fronteggiare discese e frane, farete come tutti gli altri: cercherete un sasso bello grande per bloccare l’auto parcheggiata e alla fine, sì, cederete all’acquisto delle scarpette da scoglio. Un vero must dell’isola. Anche perchè dopo un po’, diventerà una questione di sopravvivenza. O i vostri piedi, o i sassi.

A Cefalonia ci si arriva per caso. O forse no, non ci si arriva affatto per caso, perchè bisogna volerlo, altrimenti finisce che alla prima salita o alla prima discesa, si molla il colpo. Non sarà facile andare a visitare quel monastero, perchè qualcuno con aria rassegnata, vi dirà che la strada è franata e chiusa da almeno un anno. Non sarà facile andare a vedere quel paesino laggiù: qualcun’altro vi dirà che per raggiungerlo sono necessari 40 chilometri di tornanti.

Meno famosa della vicina Zante, meno scintillante delle più modaiole Cicladi, sopravvissuta al terremoto del ’53 che ha distrutto gran parte degli edifici veneziani e alle ondate di turismo di massa, è solo da pochi anni, in fondo, che si è aperta al turismo. Ci troverete quindi, ancora qualcosa di autentico, anche se molti centri abitati sono andati distrutti e poi ricostruiti di nuovo. Ma forse il loro fascino sta proprio in questo.

Scontato passare dalla spiaggia di Myrtos, o rifugiarsi a Nord nel piccolo porto di Fiskardo. Banale dirvi di fare una sosta nel piccolo paese di Assos. Unico consiglio: la spiaggia a Sud di Vatsa Bay: tutto il resto è da scoprire.

Questa domenica, è arrivato il momento per constatare che la bella stagione è finita. Qualcuno dirà: “Finalmente”. Tutti gli altri, saranno stati sorpresi da quel vento fastidioso e gelido che arriva all’improvviso e butta per aria ogni cosa. Ma, siete ancora in tempo per trovare un’isola con salite e discese. Magari sarà per la prossima volta. O per le prossime vacanze, oppure, semplicemente per sognarla ad occhi aperti.

 

Canzoni da ascoltare: Blaumut – Vent que mou el temps

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