Domenica 37 – Pollice Verde

Chissà chi ce li aveva messi. È la domanda che non ci siamo mai posti, ma che forse resta senza una risposta: da quanti anni quegli alberi così alti sono lì? Da quanti anni sono lì gli alberi che circondano le nostre strade, chi li aveva piantati prima di noi? Quante persone avranno visto passare, quanti uccelli avranno fatto il nido su quei rami, quante foglie saranno cadute e quante ricresciute in primavera. Foglie grandi come una mano o piccole come farfalle, aghi di pino e foglie seghettate. Testimoni di stagioni che passano, di corse nei parchi, di conversazioni tra passanti. Oppure testimoni di certi silenzi che ci sono solo nei boschi. Silenzi apparenti forse, perchè alla fine, in un bosco, tutto quello che c’è attorno a noi in realtà vive una vita tutta sua.

Si dice che gli alberi siano timidi, perchè in alcuni casi, le loro chiome si avvicinano senza mai sfiorarsi. Se  potessero parlare forse sarebbero simpatici giganti buoni, seduti al tavolino di un bar a giocare a backgamon. Tolkien, nella sua Terra di Mezzo, se li era immaginati mezzi alberi e mezzi uomini, silenziosi e saggi, intelligenti e rispettosi: “dietro le pupille un enorme pozzo, pieno di secoli e di ricordi e di lunghe, lente e costanti meditazioni; ma in superficie sfavillava il presente, come sole scintillante sulle foglie esterne di un immenso albero, o sulle creste delle onde di un immenso lago.” (J.R.R. Tolkien “Il Signore degli anelli, Le due torri”) tuttavia, erano capaci di una furia tutta loro se venivano offesi o minacciati.

14 milioni di alberi sono quelli abbattuti in Triveneto la settimana scorsa. Non sappiamo quanti anni ci vorranno per farli ricrescere, qualcuno dice un secolo almeno, nè chi li avesse piantati. Ma sappiamo che dove crescevano boschi rigogliosi, adesso non c’è più niente. Chissà in quel caso, se era più arrabbiato il tempo, o se invece erano davvero gli alberi ad essere arrabbiati, come quelli di Tolkien. Sicuramente, ancora una volta, si è inceppato qualcosa.

Questa domenica, piantate qualche albero. O un fiore nuovo sul balcone, o una pianta grassa da mettere sul davanzale. Magari, non avete quel pollice verde che avete sempre sognato. Ma, il vostro pollice potrebbe essere a pois rossi, a righe viola o a quadretti vichy e regalarvi qualche sorpresa.

Se ormai è troppo tardi per farlo, perchè siete già con i piedi infilati in quelle comode pantofole pelose, state contemplando un frigorifero dove l’unica cosa commestibile rimasta è una crosta di formaggio, oppure avete davanti al naso le bollette da pagare, siete ancora in tempo per metterlo nella lista delle cose da fare in settimana, o magari, la prossima domenica.

Canzoni da ascoltare: Extreme – More than Words

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