Domenica 38 – Tabelloni in ritardo

130 chilometri non sono abbastanza per pianificare un ritorno a casa ogni due mesi, ma sono troppi per fare il pendolare ogni giorno, così c’è tutta una fetta di viaggiatori che fanno i  pendolari del weekend. Se sei fortunato il tuo treno è puntuale, ma non sarà mai vuoto, perchè i treni che risalgono l’Italia dall’Adriatico alla Lombardia raccolgono tutti quelli che purtroppo non vivono sulla tratta dell’Alta Velocità.

I treni della domenica sono, da sempre, la più bella metafora dei ritardi e degli anticipi, delle settimane che passano e di quelle che iniziano. Speri sempre che possa succedere l’inizio di un film tipo “Before Sunrise” e invece, più probabili sono gli incontri con i portatori di malumori, i musi lunghi e le telefonate a voce troppo alta. Valigie incastrate sotto i piedi, sotto i sedili, sopra la testa, e in generale, ovunque.

Arriva la ragazza che dice all’amica: “Aiutami a sollevare questa borsa: è piena di verdura.” L’amica le risponde: “Come se a Milano non ci fossero supermercati…” Ma tanto sappiamo benissimo che anche lei avrà nascosto in fondo alla valigia un pacchetto di biscotti.  Si sa che è così: la domenica porta con sè anche una voglia irrefrenabile di trasportare del cibo da casa.

Vorresti prendertela con Trenitalia per tutto questo cinema che ogni settimana ti ritrovi ad affrontare, ma alla fine questi treni, chissà come, si salvano in corner e trovano il modo di arrivare puntuali. Recuperano ritardi, accellerano quando meno te lo aspetti, così non puoi dire nulla. Qualche volta l’autoparlante dice anche: “Siamo in arrivo a… e siamo in orario.”

Succede però che potresti arrivare in stazione e trovare il treno più puntuale con un ritardo di 60 minuti e tutti gli altri con dei ritardi dai 70 in su. C’è quel tizio che vedi di fronte, pensi che si stia facendo un selfie e invece no, sta fotografando il tabellone degli orari, su cui sfilano i ritardi da Bologna in poi.

Nessuno sa dire per certo la causa, ma forse l’unica vera spiegazione sono le scosse telluriche che hanno investito la Romagna.

Hai un biglietto per il treno Freccia Bianca, ma l’unica alternativa possibile è salire su quel regionale che si forma direttamente in stazione e sembra proprio aspettare te. Speriamo però che non rimanga fermo ad aspettare tutti quelli in ritardo.

Succede anche che la tua stessa idea l’hanno avuta tutti quelli che sono arrivati in stazione in quel momento, così vi ritrovate la metà di mille e la gente non solo si mette in piedi, non solo si siede per terra, ma riesce a mettersi anche orizzontale, in equilibrio precario, tra un vagone e l’altro.

La vera domanda è: il vostro treno arriverà puntuale? O resterà fermo in mezzo alla campagna più buia del mondo per un tempo indefinito?

Non possiamo saperlo, almeno finchè non parte. E tra l’altro sembra pure farlo apposta: perchè inizia a muoversi con una tale lentezza che non capisci se abbia bisogno di una spinta o no.

Questa domenica è dedicata a tutti quelli che per l’ennesima volta sono ancora su un treno. Speriamo non in ritardo.  Magari sono già arrivati in stazione e c’è qualcuno che li aspetta. In tutti gli altri casi: i modi per ingannare il tempo durante un viaggio della domenica sera sono molteplici:  il migliore forse è fare amicizia con il vostro compagno di viaggio. Ma, se davvero non ne avete voglia, infilate le cuffie e una bella canzone vi salverà la serata.

Canzoni da ascoltare: Frank Sinatra – Killing me softly

Film da (ri)vedere: Before Sunrise

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