Domenica 41 – Attesa

È buona norma scrivere una letterina. Ognuno ha sempre avuto i suoi a cui scrivere: gli affezionati di Gesù Bambino o magari quelli di Babbo Natale. La letterina si scriveva a mano una sera e si metteva sul davanzale della finestra. Il mattino dopo non c’era più. Vai a spiegarlo poi che non era passato nessuno a ritirarla, ma che erano i genitori ad averla nascosta da qualche parte. Perchè quando arrivavano i regali, erano la prova vivente che quel qualcuno era venuto a ritirarla e conosceva bene i nostri gusti. C’era tutto un momento lunghissimo, tra quella letterina e il momento di scartare i regali, fatto di sere in cui si andava a letto presto per fare i bravi e di scambi di opinioni con gli amici, in cui ci si confrontava su cosa avessimo chiesto in regalo. Qualche scettico già iniziava a mettere in giro voci strane: in realtà non esisteva niente, era tutta un’invenzione. Un amico dell’amico del fratello più grande aveva detto che erano i grandi a comprare i regali. Però nessuno aveva le prove, e anche se ci fossero state, nessuno voleva veramente credergli.

Anche da grandi, forse, vorremmo scrivere ancora quella letterina. Purtroppo però, siamo ormai certi che resterà a vita sul davanzale della finestra. Oppure no. Oppure non ci pensiamo neanche più, perchè siamo troppo presi da altro, troppo concentrati sulle corse all’ultimo regalo low cost, oppure perchè siamo diventati genitori anche noi. Ma quel momento di attesa ha da sempre qualcosa di magico, e forse lo ritroviamo ancora, ogni volta in cui ci sembra che intorno a noi, l’atmosfera della città abbia qualcosa di trepidante. Così trepidante, che a volte non sappiamo nemmeno il perchè e lo capiamo solo ogni volta in cui ci diciamo: “vediamoci prima di Natale”, come se dopo non ci fosse più tempo. E vorremmo avere giornate di 30 o 40 ore per stare dietro a tutti questi impegni, andare a tutte le cene natalizie, metterci in coda ai negozi, salutare tutti quanti. Come se stessimo aspettando ancora qualcosa. A questo punto verrebbe da chiedersi: ma allora, se davvero stiamo ancora aspettando, non è che siamo rimasti tutti un po’ bambini?

Questa domenica, dedicatela all’attesa. Quella odiosa, per il solito treno in ritardo, ma che per una volta, potreste aspettare con pazienza. O quella alla cassa, per pagare quel paio di guanti che avete deciso di regalare alla suocera: almeno vi siete tolti il pensiero. Oppure, semplicemente, mettetevi in attesa del Natale. Recuperate tutte le volte che avete aspettato i regali, li avete immaginati, sognati e avete pazientato prima che arrivassero, vi siete sforzati di comportarvi bene, perchè temevate l’arrivo di un sacco di carbone. Recuperate quella sensazione lì, perchè sicuramente ve ne siete dimenticati, ma era belissima. Contate le lucine, i presepi, aspettate che qualcuno vi chiami per un aperitivo di auguri. Dimenticatevi delle scadenze di fine anno e aspettate invece di tornare a casa alla sera. Aspettate la neve, anche se ormai non si vede più. O aspettate che lieviti quella torta che volevate tanto preparare, magari nel frattempo potreste impiegare il tempo per fare qualcos’altro.

E se vi siete stancati di tutta questa attesa, questa settimana aspettate Santa Lucia. Il 13 dicembre si festeggia in alcune città del Nord Italia, in Svezia e a Siracusa, di cui è patrona. La leggenda dice che, la Santa cieca porti regali su un asinello. Per questo, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, i bambini mettono sul tavolo una tazza di latte, qualche biscotto e una carota. Il giorno dopo, sparisce tutto, chissà chi l’ha preso. Non è lecito porsi questa domanda, perchè al loro posto, se ci si è comportati bene, ci saranno tantissimi regali.

Si dice anche che la notte di Santa Lucia sia la più lunga che ci sia. Quella in cui l’inverno prende il sopravvento e le ore di buio sono superiori a quelle di luce. Non è vero, perchè la notte più lunga dell’anno è in realtà il 21 dicembre, giorno astronomico del solstizio d’inverno. Ma anche in questo caso poco importa: l’importante è aspettare qualcosa.

Canzoni da Ascoltare: David Bowie – Starman

2 pensieri su “Domenica 41 – Attesa

  1. Grazie per aver risvegliato dei bellissimi ricordi! Quasi tutti belli, in realtà, perché a me un piccolo fagotto quasi nascosto in un angolo con qualche pezzetto di carbone, devo ammettere, non mancava mai! Anche questo faceva parte di quel bellissimo gioco 😉. Buona settimana, Elena

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