Domenica 42 – Speranza

L’invito arriva come ogni anno. Lo state aspettando, anche se non sapete esattamente quando arriverà. Nè, quando sarà ufficialmente la data x. E no, non stiamo parlando dell’invito al cenone con i parenti, quello probabilmente è già arrivato. Nè di qualche esclusivo party vip. Ma con certezza quasi matematica, sappiamo che dopo i regali, stiamo aspettando l’invito al party aziendale. Si annuncia in modo ufficioso tra le chiacchiere alla macchinetta del caffè e poi arriva ogni anno e si incastra in modo perfetto, o forse imperfetto, tra tutte le scadenze dell’ultima settimana prima di Natale. Come se non ci fossero abbastanza cose da fare, regali da comprare, paste ripiene da preparare, fatture da chiudere, a un certo punto sappiamo tutti che arriverà il momento del Christmas Party. Non importa se non ne avete voglia. O se avete così tanto lavoro che potreste andare avanti tutta la notte. Il Christmas Party diventa più importante di qualsiasi presentazione, di qualsiasi scadenza, di qualsiasi riunione col capo del mondo. Vietato assentarsi, nemmeno con 40 di febbre. Location di tutti i tipi: dal ristorante chic, allo spazio urban allestito a festa, alla discoteca un po’ anni ’80. Dal discorso di fine anno, alla riffa arrangiata con regali riciclati. Per arrivare poi alle feste a tema, meglio che a Carnevale. Qualcosa di giallo, qualcosa di rosso e perchè no, qualcosa di glitter. Paillettes e cappellini, rockstar e Babbi Natale. Anche in questo caso, vietato esimersi, ognuno deve dare la propria interpretazione. E comunque, overall su tutto, c’è sempre il dramma del “come mi vesto”. La festa di Natale è sempre di più un concetto. Un contenitore che racchiude il tirare le somme di fine anno e perchè no, un volerle affogare in un bicchiere di bollicine. Così saremo tutti pronti a ripartire. E se per caso, a causa dell’austerity è stato abolito, non si scappa comunque: qualcuno troverà il modo di organizzarne uno autogestito.

Ci siamo quindi: mancano meno di 10 giorni a Natale e la vostra settimana assomiglia più a una corsa a ostacoli. L’arrivo del 24 dicembre diventa un miraggio da scartare sotto l’albero, ci si mette pure il party aziendale a portare via tempo alle ore già risicate e alle energie in esaurimento. Prima o poi, qualcuno dovrà capire che il mondo non finisce il 23 dicembre. Anzi, il 7 gennaio di solito arriva molto in fretta, quindi tanto vale evitare di affannarsi. Meglio chiedersi invece, dove siano finiti il bue e l’asinello e il muschio che andavate a raccogliere in giardino con le mani ghiacciate. La carta roccia che forse nemmeno si trova più in commercio. Il filo di lucine che sul più bello andava in corto circuito. Il puntale che volevate piazzare a tutti i costi in cima all’albero.

Questa domenica dedicatela alla speranza. Si dice che: chi vive di speranza muore disperato. Ma anche che, la speranza sia l’ultima a morire. Dato che di disperazione ne abbiamo già abbastanza, concentratevi sulla prima. Speranza che almeno quest’anno, la festa aziendale sia un po’ più divertente. Che ci siano un po’ meno corse dell’ultimo minuto e più auguri di buone feste. Trattatela con i guanti, perchè fuori fa freddo e sarebbe un peccato rovinarla. Poi scegliete la carta migliore, incartatela per bene e mettetela sotto l’albero. Sarà bellissimo aprirne un pacchetto. O magari, regalarlo a qualcuno.

Canzoni da ascoltare: The Lumineers – Walls

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