Domenica 44 – Gioia

Mancano meno di 48 ore alla fine di questo 2018 e il mondo, da sempre si divide in due grandi categorie.

Quelli per i quali la tentazione di curiosare tra i vari oroscopi appena usciti in libreria è troppo forte. Magari, proprio mentre stanno per leggere le previsioni sul loro segno, arriva da dietro il ficcanaso di turno. Ha occhiali spessi e capelli brizzolati, in realtà, ha già scelto alcuni libri da acquistare, ma no, adesso sembra proprio interessato all’oroscopo. Sbircia le pagine da dietro e poi inizia a fare domande e a trarre conclusioni. Poi sale in cattedra: “Sa, una volta ho conosciuto una ragazza che era di quel segno…e mi aveva fatto proprio una brutta impressione.” Silenzio.

Tra pronostici sul nuovo anno, e resoconti del vecchio c’è solo una gran confusione. Di base sono meglio i primi: nuovi budget da allocare, nuove previsioni da fare, nuove scuse da inventare.

E poi ci sono quelli che stanno pensando al cenone. Da sempre, grande enigma che si ripropone ogni 12 mesi, con alla base la stessa domanda che tutti si fanno, ma nessuno ha mai il coraggio di dire: ma perché a Capodanno bisogna per forza divertirsi? C’è sempre questa legge non scritta che ti obbliga a organizzare qualcosa, spendere un sacco di soldi al ristorante, passare la serata in qualche improbabile locale di periferia, tirare fuori dall’armadio un vestito dorato anche se non è il tuo colore. Per non parlare delle mutande rosse. Non si sa perché, ma inevitabilmente, a Capodanno siamo sempre obbligati a organizzare qualcosa. Se non fai niente, sei out. E ci sono svariate probabilità di svegliarsi il giorno dopo un po’ così: stonati. Alla fine, quelli che davvero hanno capito tutto, passeranno la sera del 31 dicembre sul divano con una bella copertina, a guardare per l’ennesima volta Gli Aristogatti o La Spada nella Roccia, o il concerto che, come ogni anno, ripropongono su Rai 1. Oppure, i più fortunati, in questo momento si trovano su un isolotto caraibico in mezzo all’Oceano, e pensano che la nebbia, le lenticchie, il cotechino con il letto di purè, siano soltanto un vago ricordo, un clichè da abbandonare sotto l’albero.

Si dice che, a Capodanno bisogna buttare qualcosa di vecchio per fare spazio a qualcosa di nuovo. Quindi, buttate via: difficile consigliare che cosa, abbiamo case piene di oggetti inutili, ma anche di pensieri obsoleti e vecchie convinzioni. Create un nuovo spazio per fare posto al vicino di tavolo che arriva all’ultimo momento o per stringervi attorno a un camino. E poi, riempitelo di gioia. L’ultima delle emozioni di dicembre, che, come tutte le altre, molto spesso abbiamo dimenticato. Ognuno ha la sua e non esiste una gioia precisa, perché arriva improvvisamente, in circostanze casuali o misteriose. Non si sa nemmeno quanto potrebbe rimanere. Quindi, semplicemente, se arriverà, quando arriverà, abbracciatela: nel 2019 ci sarà spazio anche per lei.

Canzoni da ascoltare: Lucio Dalla – L’anno che verrà

 

2 pensieri su “Domenica 44 – Gioia

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