Domenica 52 – Gatti ereditieri

Il traffico insensatamente bloccato è lì solo per ricordarvi che no, non è più Natale, nemmeno fine agosto, nemmeno Capodanno. Non c’è nessun concerto, nessun evento, nessuna manifestazione. E non state tanto a chiedervi perchè la tipa accanto a voi che sta aspettando la metropolitana, a febbraio, indossi loro e soltanto loro, l’unico vero capo di culto, l’unico che vale davvero la pena fotografare di nascosto: un paio di ciabatte col pelo. Così brutte da far paura a chiunque. Così brutte che fanno comunque parlare di sè, strappandovi quel sorriso sghembo. Solo chi è davvero una fashion victim potrebbe indossarne un paio e quindi, sì avete capito bene, il traffico è dovuto alla Settimana della Moda. L’unica settimana all’anno in cui ci sentiamo davvero autorizzati a vestirci un po’ così. Come se dovessimo calcare una passerella.

A pensarci bene, la moda un tempo non aveva gran che di stravagante, forse più buon gusto e stile. Stile. Parola molto difficile da definire, figurarsi da interpretare. E così ognuno lo stile lo ha interpretato da sè, in un modo o nell’altro. Questa settimana, il volto di Karl Lagerfeld è rimbalzato un po’ ovunque, per ricordarci che è sempre difficile sostituire un grande genio. Uno che riusciva a rappresentare ogni volta in modo diverso l’eredità immensa di Coco Chanel. Un’eredità così grande che alla fine si riduceva in quel modo anti convenzionale di giocare con due colori molto semplici: il bianco e il nero. E soprattutto, uno che è riuscito a rendere reale quello che tutti avevano visto solo nel cartone degli Aristogatti: lasciare parte della sua eredità a un bellissimo, elegantissimo, nonchè snobbissimo, gatto.

Potremmo stare qui a dirci che la moda dovrebbe essere molte cose che non è più. Forse ora è troppo social, forse troppo pop, forse troppo massa, forse troppo nicchia. Ma, da ex spettatori di Donna Sotto le Stelle, quando le sfilate le vedevi solo una volta in tv e poi sulle riviste, due volte all’anno; quando la moda era davvero sognare di mettersi un giorno quel vestito rosso con la scollatura a cuore, forse bisognerebbe solo dire che la moda oggi dovrebbe essere di più come la scalinata di Piazza di Spagna. Un numero potenzialmente infinito di gradini da scendere.

Questa domenica, se avete pensato anche solo per un secondo: “fortunato quel gatto che ha ereditato tutto”. Oppure: “quel gatto sta sicuramente meglio di me, servito e riverito in grande stile”, se avete guardato con disappunto le modelle che se ne vanno in giro con i sandali a febbraio, se avete pensato “che palle la fashion week”, o se al contrario avete già guardato tutte le sfilate o partecipato a tutti gli eventi in programma, fate così: scendete una scalinata. Ci sono sempre gradini da scendere. O da salire, dipende dal punto di vista. O dalla posizione in cui ci si trova. Dipende anche da come ci si sente e da come volete interpretarli. Per questa volta però, sfilate anche voi: tutte le scale in fondo, sono una passerella.

 

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