Domenica 54 – Attesa al freddo

Vento di novità. Come ogni anno, l’inizio di marzo è un po’ come un giro di boa. Qualsiasi sottile cambiamento, ci fa immaginare qualcosa di diverso. E no, non era solo quell’albero di mimosa che abbiamo scoperto fiorito, da un giorno all’altro, nel cortile dietro casa. Nemmeno quel tizio che vendeva mazzetti di mimose avvolti in quell’orrenda carta argentata all’angolo della strada. Non erano gli auguri ricevuti per la festa della donna. Nemmeno lo sciopero dei mezzi pubblici che vi ha colti impreparati, abbandonandovi in mezzo a una strada, senza altra alternativa se non quella di andare a piedi, mentre quel vento lì spazzava allegramente l’asfalto.

Alla fine, c’è solo una cosa che aspettiamo con ansia: la primavera. Non sappiamo mai quando arriverà, perchè a volte è in ritardo, a volte invece si annuncia e poi scappa via. Altre ci dà l’illusione di invitarci fuori a cena, ma poi all’ultimo momento disdice l’appuntamento senza fissarne uno nuovo. E sì, ci ha dato buca.

La primavera è sempre un po’ incerta, come quando sei fuori a pranzo e il cameriere annuncia che di quel piatto che volevate in due, ne è rimasto uno solo, così nessuno si azzarda a dire che lo vorrebbe, e nel paradosso totale, magari non lo prende nessuno.

La primavera è sempre un po’ pazzerella, come marzo, un giorno è ancora inverno, l’altro pure, ma il terzo…chissà. Un giorno è fiorito, ma il giorno dopo un vento burlone ha spazzato via tutti i fiori.

Così, non rimane che comportarsi come certi eschimesi. Non pensate che la risposta sia andare a pesca o aspettare la primavera. Perchè le cose, quando si aspettano, non arrivano mai. Piuttosto, come l’eschimese che esce da un igloo, possiamo andare avanti e indietro. Così, per ingannare l’attesa. Per controllare se qualcuno sta arrivando all’orizzonte, per vedere che cosa succede, per far passare il tempo, anche se quei cinque minuti, quando si aspetta al freddo, non passano mai. C’è anche una parola difficilissima per definire tutto questo: “iktsuarpok”. Se non riuscite a pronunciarlo, potete sempre scriverlo su un foglietto, giusto come remind.

Questa domenica è dedicata a tutti quelli che proprio non ce la fanno ad aspettare, e così, primavera o no, con la loro impazienza riempiono i parchi, le panchine, i campetti per giocare a basket, sfoggiano gli occhiali da sole e così via.

E a tutti quelli che invece, nell’incertezza, non sanno bene che pesci pigliare, che stagione scegliere, che mattinata preferire, se quelle con le nuvole o se quelle col cielo azzurro. E non sapendo cosa fare, ingannano il tempo andando avanti e indietro. Forse, anche questa è un’attesa, il resto si vedrà.

Da ascoltare: Vance Joy – Riptide

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