Domenica 57- Primavere stonate

Siete seduti nel vostro bar preferito e state mangiando un panino. Ah no, state facendo colazione. Ah no, era solo un caffè. L’orologio segna le 12:00, ma in realtà sono le 13:00 perché non lo avete ancora regolato. Anzi, nemmeno ve ne siete ricordati. Vi sta venendo in mente solo ora, così forse più che uno spuntino, avreste dovuto pranzare. Finchè non ve lo dice nessuno, ve ne state beati dentro a un orario che non esiste, con gli occhiali da sole che vi fanno sentire in riviera, respirando l’aria fresca e a tratti calda della primavera. A questo punto, non ci sono più orari validi e oggi più che mai, avete la sensazione di sentirvi un po’così: stonati. Sensazione che vi ricorda solo e soltanto quella della domenica. Come una nota musicale fuori dallo spartito. Talmente fuori, che nemmeno aggiungendo una scala riuscireste a raggiungerla. Oggi poteva essere solo domenica perché solo in un giorno come questo, dopo cinque mesi è tornata l’ora legale. E ve ne siete accordi di nuovo, quando prima di salire su quel treno, prima di imboccare il casello dell’autostrada, prima di caricare il baule dell’auto con i resti di un pic-nic, il sole era ancora lì e vi faceva l’occhiolino. Proprio non ne voleva sapere di sparire sotto all’orizzonte.

O forse avreste dovuto accorgevene già stamattina presto, quando ancora era tutto buio, ma sentivate un usignolo che cantava da solo nella strada silenziosa.

Qualcuno dice che gli usignoli la mattina presto volino dal fiume verso la città. Chi li ha mai visti, magari sono invisibili. Oppure sono dei tipi un po’ timidi, di quelli che si fanno sentire, ma non si fanno vedere. E poi, da sotto le coperte, perfino quel suono melodioso in realtà vi sembrava un po’ così: stonato. Però è bello pensare che siano loro i primi a svegliarsi.

Questa domenica, rassegnatevi a un cambio di orario e a un cambio di luce. Ci saranno nuovi tramonti più caldi e qualche alba più fredda. Dicono che prima o poi aboliranno questa storia dell’ora legale, ma nel frattempo la possiamo tenere così. Ci ricorda che le stagioni passano e fortunatamente, cambiano. Oppure no, magari era tutto uno scherzo, dopo tutto domani è il primo aprile. E si sa ad aprile è un po’ ogni giorno un barile, un modo carino per dire che è meglio portarsi dietro un ombrello.

Da ascoltare: Arcade Fire “It’s not over (Oh Orpheus)”

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