Domenica 69 – Svegliarsi a Riga

Air Baltic. Prima di salirci, non sai nemmeno che esiste. Salvo poi imbarcarti su un volo bianco e verde che dai 40 gradi dell’Italia atterra ai 18 di Riga. Ti sorprende un tramonto piatto sul mar Baltico che provi a fotografare, ma ci rinunci quando vedi che gli altri stanno facendo la stessa cosa e che il sole scende a una velocità impressionante. Prima di andarci in Lettonia, non sai nemmeno collocarla sulla mappa, ma impari presto che su questi voli baltici nessuno parla e che i nomi degli attori vengono tradotti in lingua locale, così Gwyneth Paltrow diventa Gwineta Paltrova.

Riga ti accoglie con un clima da ottobre. O da Germania. O semplicemente, un clima continentale. Senti l’aria impregnata di umidità e piuttosto che fare la turista, forse sarebbe il caso di andare per funghi. Dopo aver dimenticato del fatto che in Nord Europa tutto chiude abbastanza presto, ci ritroviamo in una strada deserta davanti all’ingresso di quello che sarebbe il nostro Aparthotel. Ingannati da un numero civico poco illuminato e da un citofono elettronico malfunzionante proviamo a comporre il codice per aprire un cancello di ferro che sembra socchiuso, ma in realtà no, è chiuso, forse era solo un’illusione ottica. Dentro, un cortile post sovietico dall’aria sinistra. Nessuna reception, nessun recapito. Solo una mail di ammonizione con una serie di regole da seguire e la raccomandazione di non disturbare nessuno degli ospiti del palazzo. Dopo svariati tentativi rinunciamo e aspettiamo che esca qualcuno. Nella speranza di aver sbagliato indirizzo ci rendiamo conto che no, era quello giusto e che non siamo capitati poi così male perchè in fondo in fondo, una parte del casermone era stata ristrutturata.

Svegliarsi a Riga. In agosto fa un po’ strano mentre gli altri si sparano selfie in riva al mare, uscire dal tuo lussuoso appartamento con il k-way. E il cappello da pioggia. E l’ombrello, perchè non si sa mai. E poi, direttamente il parka, se sei freddoloso.

Una manciata di strade più o meno ristrutturate e turisti in abbondanza. In Lettonia vanno di moda i souvenir all’uncinetto, o i maglioni in lana fatti ai ferri o certi calzettoni con le stelle di Natale. Ma soprattutto, i ristoranti medievali.

Il concetto di Medioevo allargato (Alto Medioevo? Basso Medioevo? Non ci sono specifiche, in realtà) fa da padrone e l’attrazione più importante, dopo  la casa delle Teste Nere, la casa dei tre Fratelli, i Musicanti di Brema e la casa del Gatto, è sicuramente lui: il ristorante medievale. I camerieri sono abbigliati con abiti tipici del Medioevo lettone. In generale, è tutto un po’ tipico, anche il fatto che non ci sia elettricità, ma solo candele. Un menu un po’ incongruente, tra quello che c’è scritto e quello che è effettivamente disponibile, perchè tra l’assalto dei turisti e l’impreparazione lettone, sono rimasti solo piatti improbabili tipo il cervo. Alla fine, ti chiedi se il conto si debba pagare in sesterzi, ma quando il tizio vestito in costume si presenta col Pos, forse cala tutta la poesia.

Riga ti stupisce col suo silenzio dopo una certa ora. Quando anche l’ultimo ristorante chiude i battenti e l’ultimo gruppo di turisti se n’è andato a dormire. E allora in quel momento ti salta all’orecchio una certa musica Heavy Metal che a quanto pare va per la maggiore tra i bar della città. E una passione sviscerata per le Cantine Carrisi, la cui insegna svetta in bella vista nella piazza del Duomo.

Questa domenica è dedicata alle città che non ti aspetti. Quelle che non sai dove sono e non sai se ci andrai mai. Alle strade deserte dopo una certa ora. Agli acquazzoni estivi. Ai biglietti aerei acquistati d’impulso e a tutte le volte che hai deciso di partire senza sapere dove arrivare. In quel caso, forse è la strada che ti porta dove vuole lei, e in Lettonia, non ci sono molte altre strade, se non quella che sale verso Nord.

 

A Riga, da non perdere:

  • Sfiorare la statua dei musicanti di Brema, porta fortuna, chissà.
  • Una passeggiata nel quartiere Liberty
  • Una cena al ristorante Rozengrals

Da Ascoltare: Vampire Weekend – Bambina

 

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