Domenica 73 – Addormentarsi a San Pietroburgo

“Oggi, apice di disastro.” La guida turistica parlante italiano, ma con cipiglio sovietico, accompagna un gruppo di turisti male assortiti in visita all’Hermitage. Ingannano la lunghissima attesa in piazza, giocando a briscola. Lei svetta, fiera col suo auricolare, e controlla la situazione dei 4 ingressi di uno dei più grandi musei d’Europa. Si aggira avanti e indietro con un’aria da ispettrice di polizia, mentre comunica attraverso un ponte radio con altre guide turistiche.

Il problema pare essere l’arrivo dei crocieristi, centinaia di migliaia di turisti, per lo più cinesi e coreani, che vengono scaricati dalle navi direttamente al museo. E’ agosto, cosa vuoi aspettarti? Lei però è sconcertata, non c’è periodo peggiore per visitare il museo. Mentre attendiamo, il tempo cambia 4 o 5 volte.

Hermitage. Un po’ Francia, un po’ esotismo russo, un po’ opulenza. Così tanta, che una volta entrati non riusciamo a contare i piani, le sale, gli ori e i lampadari. Ogni cosa cede il passo alla grandezza. Ogni colore cede il passo all’immenso azzurro Tiffany, la più grande distesa di intonaco ceruleo mai vista prima. Riempirà il vostro sguardo una volta che sarete lì, riempirà tutte le vostre foto, perché non sarete mai sazi di fotografarlo. Ad un certo punto, non riuscirete più a contenerlo in nessuna foto.

Controindicazioni: i troppi turisti, già detto, e un difficoltoso acquisto di biglietti, più che altro perché non esiste un unico modo per comprarli. Voci di corridoio consigliano il biglietto online, in dollari, che sembrerebbe far saltare la fila, ma chissà se è vero. Altre consigliano l’acquisto alle macchinette, più economiche, ma con l’aggravante della coda, delle scritte in cirillico, degli scontrini incomprensibili e di quel tizio dall’aria losca che si inserisce nella coda, blocca tutto e acquista non cinque, non dieci, ma ben cinquanta biglietti al ritmo di cinque per volta.

Ma è alla sera, quando i turisti si scansano, quando il vento sale gelido dal Baltico insieme a una lieve e a tratti forte pioggia, quando anche l’ultimo raggio di sole, dopo aver squarciato il cielo smette di illuminare i palazzi, che la città regala la sua vera anima. Ritorniamo di nuovo alla piazza dell’Hermitage semi deserta in cui risuona un malinconico artista di strada. Ripassiamo dalla Prospettiva Nevskij, la strada più importante della città dove esce un’anima un po’ underground e fantasiosa. Qui ci sfiora un tizio sui rollerblade che va a braccetto con uno in monopattino e accanto a loro, un altro in bicicletta. Qui capita di sentirsi un po’ dentro a un film senza tempo o a un romanzo dell’Ottocento. E dietro a uno dei pesanti portoni dei tanti locali notturni, potrebbe capitare di trovarsi a un rave party così come in un’antica locanda con camerieri vestiti in costume.

Il nostro viaggio finisce qui, in un negozio di souvenir, sulla Prospettiva Nevskij, ad acquistare Matrioske con lo sconto 3×2. A contrattare prezzi messi un po’ a caso con una commessa accanita che infila la carta di credito nel POS e soltanto quando saremo a casa riusciremo a scoprire se siamo stati truffati oppure no.

 

E adesso chiudete gli occhi. San Pietroburgo è quel genere di città dove ci si dovrebbe addormentare e svegliare in un’altra epoca o magari dentro a un balletto.

A vostro risveglio però, non è ancora il momento di partire per un altro viaggio, ma è quasi Natale. Mancano circa 48 ore, quel genere di tempistica sufficiente per fare gli ultimi acquisti, ma decisamente insufficiente per rimediare alle cose non fatte durante l’anno. Si dice che uno dei modi migliori per passare il Natale sia trascorrerlo insieme alle persone a cui vogliamo bene. Sembra banale, ma alla fine è anche il nostro migliore augurio.

 

A San Pietroburgo, da non perdere:

  • Una visita al museo Fabergè;
  • Una pavlova da Kuptsov Yeliseyevykh;
  • Un balletto al teatro Marijnsky;
  • Ascoltare musica jazz in uno dei tanti locali della città;
  • Farsi sorprendere dalla cannonata di mezzogiorno mentre fate un giro in battello;

 

Da Ascoltare: Vampire Weekend – Giving –up the gun

 

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