Domenica 7 – Che fretta c’era?

Maledetta primavera.

Se Loretta Goggi avesse cantato questa canzone oggi, probabilmente ci sarebbe stata qualche nota stonata.

Perchè, se la primavera è davvero la stagione dell’amore, si sarebbe guardata intorno e avrebbe notato che di primaverile in questi giorni non c’è quasi nulla. La primavera quest’anno ha preso una decisione risoluta: quella di sparire. Dileguossi.

La sparizione di una stagione ci spiazza. Avremmo tanta voglia di uscire a comprare quella maglietta a righe e quei sandali così carini. E magari un vestitino a fiori un po’ anni ’40. Che poi si sa, a comprare i vestiti estivi adesso, finisce che non te la senti di metterli subito e rimangono nell’armadio 2 mesi. Oppure vorremmo metterci la giacca in jeans.

E invece siamo di nuovo imbacuccati sotto strati di sciarpe e cappelli. Ci vestiamo in modo casuale, perchè siamo stanchi dell’inverno, e ci incontriamo alla fermata dell’autobus con addosso le cose più improbabili. Il mocassino col calzino, la pelliccia e le sneakers, la borsa colorata col cappotto nero, lo stivale in gomma e così via. Cose a caso. Ognuno interpreta il momento a seconda di come si sente: c’è il nostalgico dell’inverno così coperto che neanche un alpinista alla spedizione sull’Everest, accanto a lui, quello che ha deciso che in un modo o nell’altro è arrivato il momento del cambio armadi e quindi è vestito come se fossimo a maggio.

Comunque, siamo tutti infreddoliti e un po’ scocciati. Stupiti e un po’ allarmati, perchè se è vero che ormai stiamo avvelenando il pianeta col “global warming”, ci spaventa anche il contrario: il “global freezing”, una nuova glaciazione. E se davvero la primavera non tornasse? Proviamo a immaginare un mondo in cui fino all’ultimo siamo tutti lì a sperare che arrivino i primi tepori e poi… ritorna il freddo. Un disastro.  Una delusione planetaria.

Niente più foglie sugli alberi, simpatiche margherite, curiose coccinelle. Dovremmo rassegnarci a un freddo perenne e rinunciare ai pomeriggi sulle panchine nel disperato tentativo di acchiappare la famosissima tintarella milanese, specialista nel darti l’illusione dell’abbronzatura e di farti sentire in riviera, quando in realtà in sottofondo c’è solo il rumore del traffico.IMG_3055

Dicono che “una rondine non fa primavera”. Ma un merlo si.  Vorrei rassicurare quindi tutti gli scettici sul fatto che anche quest’anno, i merli sono tornati nel mio cortile. A breve, so già che la mattina mi sveglieranno verso le 6, mettendosi a fare conversazione sul davanzale della finestra. Chissà che cosa avranno da dirsi di tanto interessante a quell’ora del mattino? Io metterò comunque la testa sotto al cuscino. Va bene la primavera, ma alle 6 del mattino anche no.

Vorrei rassicurare tutti gli scettici anche sul fatto che ogni anno, prima o poi, il miracolo della primavera si ripropone. Magari avrà qualche esitazione, ma per capirlo vi basterà vedere se sono già sbocciati i tulipani. Confermo che anche quest’anno, i tulipani impazzano, se non nelle aiuole, nei chioschetti che trovate agli angoli delle strade.

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Questa domenica, andate a cercare la vostra primavera. Potrebbe essere ovunque e da nessuna parte. Dipende. Uscite a fare una corsetta al parco e prestate attenzione se qualcosa è cambiato. Bisogna stare molto attenti, però, perchè certe cose sfuggono. Potrebbe essere anche accanto a voi sul sedile di quell’odioso treno che prendete sempre la domenica sera. O tra i cartoni della pizza da asporto che avete deciso di ordinare online. In quella zaffata di aria cruda che vi prende a schiaffi quando, scesi dall’auto, siete tutti intenti a scaricare le valigie, di ritorno dal vostro weekend.IMG_3061

Sentitevi un po’ marinai e andate a comprare una bella maglietta a righe, se non oggi, potrete indossarla al pic-nic di Pasqua, per sentirvi anche un po’ francesi. Se i tulipani fanno fatica a sbocciare sul balcone, andate a comprarne un bel mazzo reciso, potranno dare un tocco di colore al vostro salotto.

In ogni caso, non abbiate troppa fretta, la primavera è un po’ come il Natale, quando arriva, arriva.

Canzoni da ascoltare: Loretta Goggi – Maledetta Primavera, per tutti i nostalgici degli anni ’80.

Pogues – Sunnyside of the street, per tutti gli altri.

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