Domenica 59 – Completamente Aprile

Scacco matto. Tra giri per il Fuori Salone e domande sui buchi neri, siamo arrivati alla fine anche di questo lungo aprile. O forse breve. Perchè quest’anno aprile è un po’ come dicembre: un mese strano, un po’ a metà. Ti chiedi chi sia stato a disporre i giorni in questo modo bizzarro, come una scacchiera scombinata, dove qualcuno si è divertito a giocare con la regina e la torre e li ha disposti un po’ così, a metà tra il ponte del 25 aprile e il Primo maggio.

Quest’anno il 19 aprile, come il 21 dicembre, sembra un po’ che finisca il mondo, perchè si sa che le chiusure prima delle vacanze diventano una specie di conto alla rovescia senza senso. E i giorni precedenti sono sempre un po’ la fine di tutto. La consegna generale di tutti i lavori e la fine di tutti i giri di interrogazione. Aprile quest’anno è completamente sottosopra, come gli appuntamenti che avete segnato in agenda e che si sovrappongono gli uni con gli altri.

E sì, questa domenica eravate anche voi all’inseguimento dell’ultimo pezzo di design, convinti che quel vaso fatto con le bolle di sapone ci sarebbe stato benissimo sulla libreria all’ingresso. Vi siete chiesti perchè a un certo punto ci fosse quel mappamondo messo storto, poi a guardarlo bene, i continenti erano tutti sotto sopra. Avete pensato: “Che palle, il Fuori Salone”, ma poi ci siete andati lo stesso. Siete rimasti incantati da quell’allestimento post-industriale che ci starebbe così bene alla prossima festa underground, se non che quel tetto era un po’ pericolante e chissà, forse per una festa non è proprio il caso. Vi siete chiesti perchè c’era quella coda così lunga all’ingresso di un certo posto, ma non lo saprete mai, perchè alla fine avete desistito ed era meglio guardare le foto su Instagram.

O semplicemente, siete rimasti imbottigliati nel traffico e vi siete persi un appuntamento importante che il destino vi riproporrà chissà quando. Forse, tornando ai buchi neri, aveva ragione Einstein quando diceva che il tempo in realtà non esiste.

Se davvero è tutto relativo, allora anche quell’autobus che avete aspettato invano sotto la pioggia e che non è mai arrivato, in realtà era solo un’invenzione ed è rimasto intrappolato in qualche falla spazio-temporale. Poco male, sicuramente potrà recuperare il ritardo: domani è di nuovo lunedì.

Simon and Garfunkel – April come she will

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