Domenica 74 – Anni ’20

E’ vero, oggi non è domenica, ma siamo alla vigilia di una di quelle date in cui tutto ricomincia.

Ma proprio tutto. Nuovo anno, nuovo decennio, ritorno in palestra dopo circa due settimane di nulla facenza, ritorno in ufficio, persino ritorno a scuola. Domani riapriranno le saracinesche, gli autobus saranno pieni di gente, le stazioni brulicheranno di pendolari. La nebbiolina che già vi sembra di vedere ora, domani mattina avvolgerà gli alberi del parchetto dietro casa.

Non esiste partenza più ambita del fatidico 7 gennaio. E non esiste giorno della settimana più simile a una domenica del fatidico 6 gennaio. Questa mattina, qualcuno avrà trovato la calza della Befana, qualcun’ altro non avrà trovato nulla, ma si sarà accontentato di un caffè caldo sul divano e dell’aria fredda dell’inverno. E di quella domanda che alla fine, prima o poi, salta sempre in testa a tutti: “E ora?” Passata la frenesia di dicembre, il panettone artigianale, le specialità dolciarie arrivate da chissà dove, l’uva del deserto, l’odore dei mandarini, le tavolate con gli amici, la tovaglia rossa con i Babbi Natale e i botti di Capodanno, che cosa ci rimane?

 

Abbiamo smesso di fare l’elenco dei buoni propositi perché tanto non riusciamo mai a mantenerli. Tanto vale andare sul sicuro e impegnarsi semplicemente a mantenere il vento in poppa.

L’altro giorno rileggevo per caso le prime pagine de “Il diario di Bridget Jones”, il libro, e nell’elenco dei suoi buoni propositi ci sono molte delle cose che anche io mi sono sempre ripromessa a inizio anno. Tra queste, quella di non svegliarmi all’ultimo minuto e di mangiare più legumi. Due cose che non riesco mai a mantenere: la mattina è troppo bello stare sotto alle coperte e i legumi non mi sono mai piaciuti. Non so se questa somiglianza con la protagonista del libro mi abbia più divertito o inquietato.

 

Ci siamo anche stancati delle hit parade di fine decennio. Negli ultimi dieci giorni ne sono uscite diverse: le migliori canzoni, i migliori gruppi hindie, le migliori cantanti donne, i migliori film e così via. Ma davvero abbiamo bisogno di tutte queste classifiche? Forse no, non ne abbiamo più bisogno come dei buoni propositi e non abbiamo nemmeno bisogno di pensare che stia iniziando un nuovo decennio, il che se ci pensate fa tanto libro di storia. Sembra di vedere già il titolo che verrà scritto da qui a chissà quando: “Gli anni ’20 del ventunesimo secolo”. Che cosà ci sarà sotto? Intendo, il primo paragrafo. Quello dobbiamo ancora scriverlo e considerando i venti di incertezza che tirano negli ultimi tempi, l’unica cosa da fare è impegnarsi a scriverlo bene.

 

Questa domenica è dedicata alla sveglia di domani mattina. A un certo punto suonerà e magari fuori sarà ancora buio. A tutti quelli che vorrebbero restare a letto e agli uffici freddi perché il riscaldamento è stato spento. A quelli che ti incontrano in corridoio e continuano a dirti “Buon anno”, anche se è passata una settimana. All’oroscopo che non si capisce mai se quello che arriva sia l’anno dell’amore, della fortuna e del lavoro, forse di nessuno dei tre. Ai nuovi calendari e alle prossime vacanze che prima o poi, finalmente, arriveranno.

Da ascoltare: R.E.M. – We all go back to where we belong.

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